had my head and my heart kicked around

ilaria. 25. italian.
selfish. romantic. bastard. acid. proud. lazy. complex. paranoid. lonely.
milanista. springsteeniana.

my graphics · my gifs
tags I use the most/interests


· icon and sidebar pic © me


posted 4 months ago · 45 notes ·

 “I feel like I’m wasting time if I repeat myself. The day I say ‘It’s good’ is the day I should start doing something else”— Heath Ledger

“I feel like I’m wasting time if I repeat myself. The day I say ‘It’s good’ is the day I should start doing something else”
— Heath Ledger


posted 4 months ago · 34 notes ·

You grow like tornado, you grow from the insideDestroy everything through, destroy from the insideErupt like volcanoYou flow through the insideYou kill everything through, you kill from the insideI wonder if I’m allowed ever to seeI wonder if I’m allowed to ever be free

— Heath Ledger, 4 April 1979 – 22 January 2008

You grow like tornado, you grow from the inside
Destroy everything through, destroy from the inside
Erupt like volcano
You flow through the inside
You kill everything through, you kill from the inside
I wonder if I’m allowed ever to see
I wonder if I’m allowed to ever be free

— Heath Ledger, 4 April 1979 – 22 January 2008


posted 4 months ago · 37 notes ·

We won’t forget you. 

Vorrei poter dire fosse una persona meravigliosa, ma non lo conoscevo personalmente, e per questo non posso arrogarmi questo diritto. Eppure al mondo manca quel suo sorriso timido, ricco di quella gioventù che crudelmente quel 22 gennaio poteva ancora vantare. Mancano le sue lentiggini, la sua voce ed il suo modo di parlare, gentile e un po’ impacciato.
Manca a noi che abbiamo seguito i suoi film, i suoi personaggi, le sue interpretazioni che ci hanno parzialmente permesso di vedere il mondo attraverso una parte di lui.
Ci manca quel ragazzo australiano della città di Perth. Quel ragazzo che si faceva i fatti suoi, che era capace di mandare ‘affaculo i fotografi, se necessario, e che nel contempo si impegnava in qualcosa in cui credeva e attraverso cui ci ha regalato una parte di sé. Senza che noi lo chiedessimo, ma ringraziandolo.
Ci mancherà quel ragazzo che amava la figlia quanto e più della vita stessa, che desiderava per lei un futuro come solo un padre per la propria figlia riesce a sperare. Quella figlia in cui noi ora lo vediamo crescere. Quel futuro di cui lui stesso voleva fare parte.

Addio, Heath.

We do miss you.

You will be remembered.


posted 4 months ago · 2 notes ·

Four damn years.

Four damn years.


posted 4 months ago · 149 notes ·

posted 7 months ago · 100 notes ·

"Una bara applaudita, però dentro c’è un viso che sta sorridendo, e dice ‘questo è l’ultimo scherzo che vi ho fatto. Perchè voi credete che io sia qui dentro, ma io me ne vengo a casa, stasera’. Se ne va a casa con Paolo, con Rossella, con Martina, con Kate. Ma quello che è più importante è che tornerà a casa con tutti voi, e questo è il miracolo che ha fatto oggi Marco Simoncelli: diventare esattamente quello che avete sempre sognato, diventa uno di voi, nel vostro cuore. E quindi oggi qui si celebra questa sua grande vittoria, la vittoria sulla morte di Marco Simoncelli."  - Dottor Claudio Costa


posted 7 months ago · 38 notes ·

Smiling for Sic 


posted 7 months ago · 13 notes ·

“dai, diobo’, ci provo.”

“dai, diobo’, ci provo.”


posted 7 months ago · 51 notes ·

Race in peace. 

Al crepuscolo di questa domenica piena di dolore il mio sogno vorrebbe disperatamente che un piccolo frammento di stella dal nome Marco Simoncelli non venisse spazzato via. Destino crudele, perché minacci il mio sogno? Cosa posso sperare? E sperare di fare che cosa, al di là delle lacrime per la fanciullezza perduta e al di là dell’angoscia nuda del dolore, sempre più insopportabile perché mi fa sentire impotente e colpevole di non averti stretto fra le mie braccia? Nulla. Quando il destino bussa alla porta proviamo la terribile sensazione di essere impotenti. Il giovane campione di nome Marco se n’è andato con il tramonto del sole della Malesia e il suo andare è stato un rumore di vita, il rumore gioioso che Marco ci ha sempre regalato.

Il rumore dell’intervista che Marco mi ha rilasciato al Mugello nel mese di luglio mentre veniva massaggiato dal suo fidato fisioterapista. Quel giorno, all’inizio dell’intervista, avrei voluto rivolgermi ad un antico cavaliere e lui mi ha detto: “Diobò! Sono solo un lesto ragazzo con una folta capigliatura gradito a tanti, amato dalla sua ragazza e dai suoi genitori.” Il massaggio continua, la sua pelle viene accarezzata da mani esperte che scivolano sul suo atletico corpo e mi allontano un poco per rispettare quel rituale. Con commozione riporto la conclusione dell’intervista che gli avevo fatto per il libro che sto scrivendo e che con tutto il mio affetto gli dedicherò. Ecco le ultime domande.

dottorcosta: “Cosa pensi del dolore”?
Marco: “ Non mi piace. Ma lo sopporto. E’ inutile lamentarsi. Lo sopporto in silenzio. Diobò è meglio così”.

dottorcosta: “Cosa pensi del dolore dell’ anima”?
Marco: “È brutto, tanto brutto, ma dopo lo sconforto che deriva da questa cosa brutta, mi viene come una carica. Mi sento meglio e guido meglio la moto”

dottorcosta: “Quando corri contro chi corri”?
Marco: “Mi verrebbe da dire per battere gli altri. Poche pugnette non voglio stare dietro. Poi, se ci penso ti dico che corro perché provo una sensazione unica, non te lo so spiegare, ma è qualcosa di speciale, nascosto dentro di me”.

dottorcosta: Perché hai i capelli lunghi”?
Marco: “Mi piacciono, non mi fanno sentire normale, mi fanno sentire particolare, me stesso, unico”.

dottorcosta: “Ti senti solo”?
Marco: “No! No! C’è la mia famiglia, la mia morosa i miei amici che godono dei miei successi, c’è la clinica mobile che mi aiuta nei momenti difficili. Sento quanto bene c’è attorno a me, tanto di quel bene che mi scalda”.

Il massaggio è finito, l’intervista è finita. Il padre Paolo e la graziosa morosa di Marco hanno ascoltato compiaciuti. Io ringrazio, con una carezza, uno dei miei piloti preferiti e gli racconto una mia riflessione: “Quando in questo campionato sei caduto e sei caduto tante volte molti ti hanno criticato, giudizi diabolici, ingiusti, invidiosi. Molti hanno addirittura preteso d’insegnarti ad andare in moto. Alcuni hanno vivamente consigliato di dirti di stare tranquillo, di consigliarti la prudenza. Ti ricordi, invece, cosa ti ho detto? Ti ho confessato che il collettivo, abbaiando contro l’umanità, ha dimenticato, forse perché non lo può ricordare, quando ha iniziato a camminare. Si cade, ci si rialza, si torna a cadere, ci si rialza di nuovo e spesso si ritorna a cadere. Tutto questo accompagnati dal sorriso della madre che ci consola e ci incita a perseverare, senza nessun accenno di rimprovero. Poi tutti abbiamo imparato a camminare spediti, ma pochi sono riusciti a percorrere il sentiero che porta alle vette della vita, perché la salita era troppo ardua e faticosa. Perché criticarli? Non sono già severamente puniti dal loro insuccesso? Invece tu, caro Marco, non solo salirai i gradini della vetta della vita, ma anche quelli del podio, dove come premio non c’è la coppa, ma il riconoscimento della tua forza di aver guardato in faccia alla Morte e sconfiggerla.”

Ora la mia profezia si è avverata. Sei salito sul podio della Cecoslovacchia e dell’Australia. Oggi in Malesia hai guardato in faccia la Morte. E mentre ti stava avvolgendo con il suo nero mantello gli hai detto: “Diobò, ma non vedi che io non sono umano, perché io sono i miei sogni e con il mio talento sono il pane degli Dei che tu non potrai mai toccare? Non ti accorgi che rubi solo il mio corpo? Al contrario, il mio sorriso, la mia bontà, la mia simpatia rimarranno per sempre nel cuore di tutti. Per sempre. Non vedi che nello scacco che ti ho dato le lacrime si stanno per trasformare in ebbrezza? Ci metteranno un po’ di tempo, ma io credo molto in questo miracolo, specialmente per la mia famiglia e la mia ragazza. Questa è la mia vittoria nel Gran Premio della Malesia durato due giri.”

Chi nello sport, inseguendo i suoi sogni, insegue contemporaneamente la sua tragedia, esce dal mondo della umanità per entrare nel mondo del divino, cruento, violento, ma pur sempre divino. Chi muore inseguendo un sogno sorride alla morte e il sorriso cancella qualsiasi violenza. L’alpinista sorride alla vertigine dell’altezza, il subacqueo sorride all’inquietudine degli abissi, il motociclista sorride all’ebbrezza della velocità. Lo sport è il palcoscenico, dove il corpo e la mente celebrano la loro potenza in quella fase della vita che è la gioventù. Nel motociclismo il gesto del pilota è esaltato dal rischio, un filo sottilissimo che separa, nel grigiore dell’asfalto, la vita dalla Morte. Un tenue confine tracciato dal pericolo, dove la vita, per cercare la vittoria, si spinge fino al brivido del suo eccesso. Oggi, Marco, hai provato quel brivido. Ti voglio bene. E non ti dimenticherò mai.

claudio marcello costa, clinica mobile (volutamente in minuscolo)


posted 7 months ago · 8 notes ·

I know this is fuckin stupid, but I just can’t stop crying. 

Last night I couldn’t sleep properly.
I can’t watch tv, I can’t read, I can’t even listen to music without bursting into tears.
My eyes hurt and I have a terrible headache from crying.

I feel stupid. I probably am stupid.
But really I can’t help myself.
Maybe I cannot call myself a Sic fan, but I kinda loved him. He was adorable, kind, full of life.
Sometimes I got angry at him ‘cause of his stupid mistakes. But this year I watched every motogp race for him. I wanted him to win his first one, ‘cause I knew he deserved it.

He didn’t deserved this, tho.


posted 7 months ago · 13 notes ·

“Barbera secondo me… senza offesa, è un imbecille, dirgli imbecille è un complimento.”

Ciao, Sic.


posted 7 months ago · 15 notes ·

posted 7 months ago · 40 notes ·

posted 7 months ago · 166 notes ·

Corri anche per noi, ovunque tu sia in questo momento.Sei in buona compagnia.

Corri anche per noi, ovunque tu sia in questo momento.
Sei in buona compagnia.


posted 7 months ago · 149 notes ·